Lo scorso 6 luglio 2018 presso il Complesso universitario San Geminiano di Modena, sede del Dipartimento di Giurisprudenza dell’Università di Modena e Reggio Emilia, su iniziativa del Centro di Ricerca Interdipartimentale su Discriminazioni e Vulnerabilità (CRID – UniMoRe: www.crid.unimore.it) e del Centro Internazionale di Studi e Documentazione per la Cultura Giovanile (ISDC di Trieste: www.centroculturagiovanile.eu) si è tenuta una Tavola rotonda dal titolo “Verso una Carta Mondiale per il diritto di dialogo. Principi, fonti, pratiche”.

L’incontro ha inaugurato un percorso che intende approdare, attraverso ulteriori appuntamenti, alla stesura di una Carta mondiale che verrà presentata a Trieste in occasione dell’ESOF – European Science Open Forum nel 2020, anno in cui la città sarà “Capitale Europea della Scienza”.

Alla prima tavola rotonda, presieduta e coordinata dal Professor Thomas Casadei del CRID e introdotta dalla Professoressa Gabriella Valera dell’ISDC, hanno preso parte numerosi rappresentanti del mondo della ricerca e dell’associazionismo provenienti da tutta Italia tra i quali Gianmaria Zamagni (Università di Francoforte), Roberto Cammarata (Università di Milano Statale), Barbara G. Bello (Università di Milano Statale), Abdelhakim Bouchraa (Ass. Jusur), Andrea Burzacchini (Ass. Freiburger Wahlreis 100%), Andrea Bosi (Assessore Europa e Cooperazione Internazionale del Comune di Modena). Anche Mediterranean Society Sights ha preso parte ai lavori di questa prima Tavola rotonda.

La Carta, riprendendo la forma di una carta costituzionale, sarà composta da un preambolo e da una serie di articoli redatti con l’obiettivo di individuare, sviluppare e diffondere una cultura giuridica fondata sulla condizione dialogica intesa come compimento del potere soggettivo di cui ogni essere umano è dotato.

Il principio generale del diritto al dialogo mira, attraverso la Carta, a ergersi quale nuovo fondamento e, al contempo, come bussola per orientare il riconoscimento e il rispetto di un ampio insieme di diritti: dalle questioni sulla cittadinanza alle relazioni interculturali, dalle concezioni delle frontiere alle nuove sfide intergenerazionali.

L’intento di elaborare tale Carta risente della sempre più urgente necessità di riconoscere il carattere relazionale e di condivisione del diritto, di ribadirne la forza del linguaggio, il potere della parola.
Il dialogo, secondo tale accezione, prendendo in prestito le parole di Guido Calogero, tra i più rilevanti fautori della filosofia del dialogo nel Novecento, diviene comando etico e libertà di coscienza. Una “legge del dialogo” intesa come perenne principio laico della discussione in cui ogni partecipante non pretende di avere un’assoluta e definitiva verità. Dove risiedono queste ultime, infatti, non è possibile innescare quella tensione che spinge verso il confronto e l’arricchimento reciproco, verso l’intendimento delle voci e dei diritti altrui che nascono dal nostro dovere di ascoltarli e di riconoscerli sostituendo lo spirito della mera tolleranza con una sincera volontà di ascolto.

Oggi, pertanto, in un mondo affollato di parole, rincorsi dalla frenesia di dover esprimere la nostra posizione attraverso gli infiniti mezzi che abbiamo a disposizione, è opportuno ritenere fondamentale la necessità di educarsi all’ascolto, anticamera del confronto e del dialogo, antidoti per sconfiggere la creazione e la diffusione di pregiudizi e stereotipi e, soprattutto, dei linguaggi della paura, del rancore, dell’odio.

Chi è in grado di ascoltare gli altri non ha paura. E chi non ha paura non innalza muri alle frontiere.

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